TEDxTransmedia 2013 Dangerously EthicalSe osavate sperare che il TEDxTransmedia di quest’anno parlasse di transmedia storytelling o, più in generale, di tecniche di storytelling applicate ai media convergenti, avete riposto male le vostre aspettative.

Quest’anno il format indipendente del TED dedicato al transmediale, che avrà luogo il 27 settembre nella eccezionale Villa Farnesina a Roma, storica sede dell’Accademia dei Lincei, ha come titolo «Dangerously Ethical». 

L’obiettivo di Nicoletta Iacobacci, curatrice dell’evento, è quello di generare

a wide-reaching and interdisciplinary conversation that can help overcome any fear about a super-technological future and inspire people with the tools to help create a future they want to live in.

L’intento è sicuramente nobile e i talks saranno senza dubbio interessanti e stimolanti, ma il focus è ormai del tutto svincolato dall’idea che la parola nel titolo dell’evento suggerisce. Non fa che confermarsi la delusione, smorzata giusto da qualche intervento, che già due anni fa serpeggiava tra i vari invitati al convegno che, digiuni del programma di sala, si aspettavano consigli pratici per gli addetti ai lavori.

Il transmedia storytelling è sicuramente il trend del momento, lo sappiamo: si è ormai configurato come un certo modo di fare marketing che da qualche anno viene proposto per molte categorie di prodotti, in primis dall’industria dell’entertainment. E al TEDxTransmedia va sicuramente attribuito il merito di aver posto l’accento su aspetti non propriamente commerciali riguardo l’argomento: ma è abbastanza?

Chi lavora nell’ambito della comunicazione, della didattica e non solo (penso, per esempio, alla valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio artistico) rappresenta ancora un pubblico abbastanza digiuno di digital storytelling ed è a loro che ci si aspetta debba indirizzarsi un evento come il TEDxTransmedia, riuscendo a dare linee guida utili per sfruttare uno strumento potente ancora nelle mani di pochi.

Il transmedia storytelling usa una narrazione per creare un contesto, una sorta di dialogo completamente volto all’audience engagement. Un campo come l’insegnamento tramite un progetto transmediale è ancora poco esplorato: è oggi possibile immaginare una lezione di storia o di letteratura diffusa su più media (numerosi sono i primi esperimenti tentati su Facebook e Twitter, come il live tweeting della Seconda Guerra Mondiale o i più giustamente famosi The Lizzy Bennet Diaries).

The Lizzie Bennet Diaries

D’altronde un approccio simile ha più presa su una giovane platea di studenti rispetto a un libro di testo, specialmente se uno dei teaching media è vivo e vegeto, il professore, e in tempi stretti può modificare la narrazione per adattarla al suo pubblico.

Tornando al TEDxTransmedia di quest’anno: ci aspettiamo grandi ospiti, grandi interventi e un grande convegno al di là del transmedia storytelling. Varrà i suoi 130 euro di quota di partecipazione?

2 pensieri su “TEDxTransmedia 2013? No transmedia at all

  1. Il tuo punto di vista è molto interessante, al di là di come è posta la questione, e sottolinea il fatto che in Italia non ci sia una una “scuola” di Transmedia. Ne abbiamo parlato per tutto l’inverno con Nicoletta Iacobacci, che ha progettato questo evento… è vero che in Italia manca un riferimento per “chi lavora nell’ambito della comunicazione, della didattica… che rappresenta un pubblico digiuno di digital storytelling”, ma la risposta che Nicoletta ha dato è quella che ha poi consentito di tracciare il percorso dell’edizione 2013: “per la divulgazione ci sono le conferenze di Transmedia, il nostro è invece già un momento di declinazione ed approfondimento della tematica…”
    Si fa bene a sottolineare che manchi, da noi, una traccia che evidenzi le potenzialità del Transmediale… ma il TEDxTransmedia è, in primis, “under the auspices” TED, …e come tale, darà risalto al Transmedia con alcuni interventi, come sempre, puntando però l’attenzione anche sul tema, assolutamente attuale, del Dangerously Ethical.
    Grazie mille delle tue considerazioni! Mariapia Ebreo, staff TEDxTransmedia

    1. Cara Mariapia, leggo con piacere il tuo commento e mi trovo d’accordo con te quando dici che il TEDxTransmedia è in primis “under the auspices” TED.

      Probabilmente la “frustrazione” è dovuta al fatto che sia un evento di grande rilievo in merito e ci si aspetta altro proprio perché manca la scuola di transmedia, come dici tu. Dopotutto, però, è ragionevole che, specie dopo tre anni, si sia andati avanti, senza rimanere accartocciati su se stessi (e questo è sicuramente un merito non da poco).

      Per il resto, lo ripeto: non sono ironica quando dico che sarà un evento interessante e stimolante!
      Grazie mille a te per la tua risposta,
      Valeria

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