Sherlock Holmes & the Internet of Things by Columbia Digital Storytelling Lab

Sherlock Holmes & the Internet of Things by Columbia Digital Storytelling Lab

SherlockPOSTERAbbiamo sempre l’impressione che l’innovazione stia avvenendo altrove, nel mondo. A volte invece avviene proprio qui e ora: in rete e nel mondo reale, in Italia e in Nigeria, in Argentina e negli Stati Uniti. È ciò che stiamo riuscendo a fare grazie al MOOC (massive online/offline collaborationSherlock Holmes and the Internet of Things, esperimento globale del Digital Storytelling Lab della Columbia University.

Le nuove tecnologie possono modificare la narrazione? Come possono interagire degli smart objects nel dipanarsi di una storia immersiva? Come possono collaborare e lavorare in team a uno stesso progetto centinaia di persone sparse in tutto il mondo?

La mentalità che sottende questo progetto è, ovviamente, la collaborazione tipica degli hackathon: creare uno spazio di lavoro e di condivisione eterogeneo per conoscersi, confrontarsi, crescere.

L’evento centrale di questo progetto si svolgerà il 24 e il 25 ottobre prossimi, al Lincoln Center, durante il New York Film Festival. Un crimine avrà luogo e un gruppo di Sherlock Holmes sarà incaricato di risolverlo.

The goal of Sherlock Holmes & the Internet of Things is to build a massive connected crime scene consisting of smart storytelling objects. This fall teams will create, design, build and test prototypes that will be plugged into a number of crime scene locations around the world.

Le parole chiave sono storytelling, in quanto nella scena del crimine sarà fondamentale l’elemento narrativo; game design, in quanto i processi interattivi e di gioco saranno centrali nell’esperienza finale; e maker culture, perché andrà creato un oggetto enhanced che aiuterà a risolvere il caso.

Questo format-prototipo della Columbia, rilasciato sotto Creative Commons, vuole di fatto indagare la possibilità di collaborazione globale e asincrona. È previsto un paper a fine lavori che raccoglierà la documentazione di tutto il lavoro del MOOC, ma anche degli eventuali singoli meetup locali.

I partecipanti del MOOC possono fare tesoro di alcuni utili materiali informativi: per lo più video, ma anche presentazioni, paper e podcast. Questo materiale segue tre tracce principali (Story, Play, Design) e la metodologia di progettazione (empatizzare, definire, ideare, prototipare, testare) è quella del laboratorio Learn Do Share.

Dal momento che il prototipo della Columbia nasce in prima battuta come evento locale, i partecipanti del MOOC sono invitati a organizzare a loro volta meetup nelle proprie città. Dal Digital Storytelling Lab le indicazioni sono abbastanza precise: coinvolgere i luoghi deputati alla ricerca e all’innovazione, come le università, i laboratori o i FabLab.

Anche Roma ha risposto alla chiamata. Grazie al Fab Roma Makers saremo in grado di ospitare storyteller, game designer, interaction designer, attori, performer e chiunque abbia voglia di re-immaginare con noi il mondo di Sherlock Holmes.

Sei della zona di Roma e vuoi partecipare? Ci divertiremo! Rispondi al nostro RSVP sulla pagina ufficiale del Meetup e vieni a trovarci a Roma Makers mercoledì 23 settembre alle ore 19.30.

P.s.: Dai uno sguardo allo stream su Instagram o su Twitter, cercando l’hashtag #sherlockiot.

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TEDxTransmedia 2013? No transmedia at all

TEDxTransmedia 2013? No transmedia at all

TEDxTransmedia 2013 Dangerously EthicalSe osavate sperare che il TEDxTransmedia di quest’anno parlasse di transmedia storytelling o, più in generale, di tecniche di storytelling applicate ai media convergenti, avete riposto male le vostre aspettative.

Quest’anno il format indipendente del TED dedicato al transmediale, che avrà luogo il 27 settembre nella eccezionale Villa Farnesina a Roma, storica sede dell’Accademia dei Lincei, ha come titolo «Dangerously Ethical». 

L’obiettivo di Nicoletta Iacobacci, curatrice dell’evento, è quello di generare

a wide-reaching and interdisciplinary conversation that can help overcome any fear about a super-technological future and inspire people with the tools to help create a future they want to live in.

L’intento è sicuramente nobile e i talks saranno senza dubbio interessanti e stimolanti, ma il focus è ormai del tutto svincolato dall’idea che la parola nel titolo dell’evento suggerisce. Non fa che confermarsi la delusione, smorzata giusto da qualche intervento, che già due anni fa serpeggiava tra i vari invitati al convegno che, digiuni del programma di sala, si aspettavano consigli pratici per gli addetti ai lavori.

Il transmedia storytelling è sicuramente il trend del momento, lo sappiamo: si è ormai configurato come un certo modo di fare marketing che da qualche anno viene proposto per molte categorie di prodotti, in primis dall’industria dell’entertainment. E al TEDxTransmedia va sicuramente attribuito il merito di aver posto l’accento su aspetti non propriamente commerciali riguardo l’argomento: ma è abbastanza?

Chi lavora nell’ambito della comunicazione, della didattica e non solo (penso, per esempio, alla valorizzazione dei beni culturali e del patrimonio artistico) rappresenta ancora un pubblico abbastanza digiuno di digital storytelling ed è a loro che ci si aspetta debba indirizzarsi un evento come il TEDxTransmedia, riuscendo a dare linee guida utili per sfruttare uno strumento potente ancora nelle mani di pochi.

Il transmedia storytelling usa una narrazione per creare un contesto, una sorta di dialogo completamente volto all’audience engagement. Un campo come l’insegnamento tramite un progetto transmediale è ancora poco esplorato: è oggi possibile immaginare una lezione di storia o di letteratura diffusa su più media (numerosi sono i primi esperimenti tentati su Facebook e Twitter, come il live tweeting della Seconda Guerra Mondiale o i più giustamente famosi The Lizzy Bennet Diaries).

The Lizzie Bennet Diaries

D’altronde un approccio simile ha più presa su una giovane platea di studenti rispetto a un libro di testo, specialmente se uno dei teaching media è vivo e vegeto, il professore, e in tempi stretti può modificare la narrazione per adattarla al suo pubblico.

Tornando al TEDxTransmedia di quest’anno: ci aspettiamo grandi ospiti, grandi interventi e un grande convegno al di là del transmedia storytelling. Varrà i suoi 130 euro di quota di partecipazione?

Transmedia is an ugly word.

Transmedia is an ugly word.

It can change the world, though.

Is there really something better than our inner child’s energy and impulsiveness capable of driving the change?

With these premises the third edition of TEDxTransmedia took place last 28th September at the Maxxi in Rome. The event has been organized by Nicoletta Iacobacci and its theme was WEkids: Dreamers, Geeks and Mindshifters.

At TEDxTransmedia the subject was not about how to create transmedia products, but about what the right people can do with transmedia: make easier to change the world and make the difference.

For example, some young guests from St. George’s International School between 12 and 16 years old managed to do it. They showed to the speechless audience how they changed and improved some areas in Africa and in the Roman suburbs.

The dreamers, such as Alison Norrington e Øyvind Olsholt, pointed out our inner child’s hidden potentialities. Adults’ imagination can use impulsivity, quickness and wonder.

Rhianna Pratchett, among the geeks, emphasized the limits blocking the listening to the inner child. For instance the videogame writers have to cross the fixed limits, because «to define is to limit».

Among the mindshifters, professor de Kerckhove underlined the digital influences that, once recognized, can make us see where we are going and how we are evolving.

In the afternoon the break started with an unexpected speech from Salvatore Iaconesi, a dreamer, a geek and a mindshifter who enchanted the audience presenting his The Cure Open Source. «Grab the information about my disease, if you want, and give me a CURE: create a video, an artwork, a map, a text, a poem, a game, or try to find a solution for my health problem. Artists, designers, hackers, scientists, doctors, photographers, videomakers, musicians, writers. Anyone can give me a CURE.»

http://www.artisopensource.net/cure/

But why is transmedia an ugly word? Several speakers stated that. There are people saying it sounds bad and finding it ugly because it’s just a new way to define something existing since the beginning of our culture — someone even created the word “trance-media”. Does defining something as transmedia help us setting a specific storytelling or, again, «to define is to limit»?

Therefore Subvertising wanted to interview two sides of the same transmedia coin: Alison Norrington, a brilliant writer specialized in transmedia Storytelling and professor Derrick de Kerckhove, philosopher and theorist of the new media. Finally we have the point of view of the curator of the event, Nicoletta Iacobacci, who kindly granted us an interview.

Ottobre: eventi transmediali

Ottobre: eventi transmediali

Ottobre sembra un mese particolarmente promettente per gli eventi legati al transmedia storytelling, al cross-mediale e, in generale, ai nuovi media.

Settembre si è concluso in grande con il TEDxTransmedia, al Maxxi di Roma. L’evento è stato ricco e stimolante. Gli addetti ai lavori nei campi dell’editoria si sono però trovati spiazzati: di transmediale non si è parlato granché. Si è parlato delle sue potenzialità come change maker. Presto, comunque, pubblicherò un breve resoconto corredato da un paio di interviste. Per una review completa, invito a visitare il sito ufficiale dell’evento.

Sabato scorso, il TEDx ha visto un altro brillante esempio italiano: il TEDxBologna, il cui tema è stato Passione e creatività.

Gli eventi a venire sono, ahimè, tutti all’estero.

Questa settimana Londra ospiterà dal 16 al 19 ottobre il Power to the Pixel mentre a Los Angeles, dal 17 al 19, si terrà lo Storyworld Conference, che annovera relatori quali Jeff Gomez, Alison Norrington (che ho avuto il piacere di intervistare) e Lance Weiler.

Sempre a Londra, dal 26 al 27 ottobre, si terrà il London Transmedia Fest e il 6 novembre (ok, non è più ottobre) a Gand, ci saranno i DIY Days Ghent, che sembrano decisamente promettenti. In più sono gratis! I DIY Days Ghent sono un evento dei Creative Media Days che raccoglie eventi, tra cui il TEDxBrussels, tra Ghent e Brussels, tra il 6 e il 15 novembre..

Questi eventi sono casi isolati, per un’élite di addetti ai lavori o reali momenti di confronto? E tu, parteciperai a qualcuno di questi eventi?

Henry Jenkins allo IED di Roma

Henry Jenkins allo IED di Roma

Henry Jenkins, primo vero teorizzatore della transmedia experience, ex direttore del dipartimento di Comparative Media Studies al MIT e autore di Cultura convergente (Apogeo), sarà ospite allo IED di Roma dove terrà un talk dal titolo La Generazione Transmediale. Come i giovani creativi e la cultura partecipativa stanno cambiando il mondo attraverso i media. Introdurrà Max Giovagnoli.

Il talk si terrà il 9 luglio alle 18.30, in via Alcamo 11 (IED, Roma). I posti sono solo 100. Qui trovate qualche informazione in più.